Che cos’è il punteggio HERDOO2?
Il punteggio HERDOO2 è una regola decisionale clinica utilizzata per identificare le donne a basso rischio di recidiva del tromboembolismo venoso dopo un primo TEV non provocato.
È stato sviluppato per supportare la decisione sull’eventuale sospensione della terapia anticoagulante dopo il completamento del trattamento a breve termine. La decisione deve tuttavia considerare anche il rischio emorragico, il rischio di recidiva e le preferenze della paziente.
Formula del punteggio HERDOO2
La formula HERDOO2 assegna 1 punto per ogni criterio positivo: iperpigmentazione, edema o arrossamento in uno degli arti inferiori; D-dimero ≥250 µg/L durante la terapia anticoagulante; BMI ≥30 kg/m²; ed età ≥65 anni.
Le donne con un punteggio di 0 o 1 sono considerate a basso rischio nella popolazione prevista. Le donne con almeno 2 criteri e tutti gli uomini non vengono classificati come soggetti a basso rischio mediante questa regola.
Interpretazione del punteggio HERDOO2
Dati necessari
- Sesso del paziente, poiché HERDOO2 è destinata a identificare le donne a basso rischio.
- Contesto clinico: primo TEV non provocato dopo il completamento della terapia anticoagulante a breve termine.
- Presenza di iperpigmentazione, edema o arrossamento in uno degli arti inferiori.
- Valore del D-dimero, preferibilmente misurato durante la terapia anticoagulante e utilizzando un valore soglia appropriato per il metodo analitico.
- BMI ed età, utilizzando i valori soglia di BMI ≥30 kg/m² ed età ≥65 anni.
Limitazioni importanti
HERDOO2 è una regola di supporto alla decisione clinica e non deve essere utilizzata come indicazione automatica per sospendere la terapia anticoagulante.
- È destinata alle donne con un primo TEV non provocato dopo il completamento della terapia anticoagulante a breve termine.
- Non consente di identificare un sottogruppo di uomini a basso rischio.
- Il valore soglia del D-dimero dipende dal metodo analitico; la regola originale utilizzava una soglia di 250 µg/L durante la terapia anticoagulante.
- Non deve essere applicata in caso di TEV chiaramente provocato, trombosi associata a neoplasia attiva o condizioni che richiedono una terapia anticoagulante per un’altra indicazione.
- La durata definitiva della terapia anticoagulante deve tenere conto del rischio emorragico, delle preferenze del paziente, dei fattori di rischio di recidiva e delle linee guida cliniche vigenti.